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DECRETO 24 settembre 2014, n. 202


MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 24 settembre 2014, n. 202

Regolamento recante i requisiti  di  iscrizione  nel  registro  degli  organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento, ai sensi

dell’articolo 15 della legge 27 gennaio 2012, n. 3,  come  modificata dal  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.   179,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. (15G00012)

(GU n.21 del 27-1-2015)

 

Vigente al: 28-1-2015

 

 

Capo I

Disposizioni generali

 

 

 

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

 

 

di concerto con

 

 

IL MINISTRO

DELLO SVILUPPO ECONOMICO

 

 

e

 

 

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA

E DELLE FINANZE

 

 

Visto l’articolo 15 della legge 27 gennaio 2012, n.  3,  modificata dal  decreto  legge  18  ottobre  2012,  n.  179,   convertito,   con modificazioni,  nella  legge  17  dicembre  2012,  n.  221,   recante disposizioni  sugli  organismi  di  composizione   della   crisi   da sovraindebitamento;

Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 28 agosto 2014;

Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri,  a norma dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400, effettuata con nota del 3  settembre  2014,  ai  sensi  del  predetto articolo;

 

Adotta

il seguente regolamento:

 

Art. 1

 

 

Oggetto

 

  1. Il presente  regolamento  disciplina  l’istituzione  presso  il Ministero della giustizia del registro degli organismi costituiti  da parte di  enti  pubblici,  deputati  alla  gestione  della  crisi  da sovraindebitamento a norma dell’articolo 15 della  legge  27  gennaio 2012, n. 3.
  2. Il presente regolamento disciplina, altresi’, i requisiti e  le modalita’  di  iscrizione  nel  medesimo  registro,   la   formazione dell’elenco  degli  iscritti  e  la  sua  revisione   periodica,   la sospensione e la cancellazione dal registro  dei  singoli  organismi, nonche’ la determinazione dei compensi e dei rimborsi spese spettanti agli organismi a carico dei soggetti che ricorrono alla procedura.

Art. 2

 

 

Definizioni

 

  1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
  2. a) «Ministero»: il Ministero della giustizia;
  3. b) «legge»: la legge 27 gennaio 2012, n. 3;
  4. c) «registro»: il registro degli organismi deputati  a  gestire  i procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento  e  di liquidazione del patrimonio del debitore sovraindebitato;
  5. d) «organismo»: l’articolazione interna di uno degli enti pubblici individuati dalla legge e dal presente regolamento che, anche in  via non esclusiva, e’ stabilmente destinata all’erogazione  del  servizio di gestione della crisi da sovraindebitamento;
  6. e) «gestione della crisi da sovraindebitamento»: il servizio  reso dall’organismo allo scopo di gestire i procedimenti  di  composizione della crisi da sovraindebitamento e di  liquidazione  del  patrimonio del debitore;
  7. f) «gestore della crisi»: la persona fisica che, individualmente o collegialmente, svolge la  prestazione  inerente  alla  gestione  dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento  e  di liquidazione del patrimonio del debitore;
  8. g) «ausiliari»: i soggetti di cui si avvale il gestore della crisi per lo svolgimento  della  prestazione  inerente  alla  gestione  dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento  e  di liquidazione del patrimonio del debitore;
  9. h) «responsabile»: il responsabile della tenuta del registro;
  10. i) «referente»: la persona fisica che, agendo in modo indipendente secondo quanto previsto dal regolamento dell’organismo,  indirizza  e coordina l’attivita’ dell’organismo e  conferisce  gli  incarichi  ai gestori della crisi;
  11. l) «regolamento dell’organismo»:  l’atto  adottato  dall’organismo contenente le norme di autodisciplina.

Capo II

Sezione I

Requisiti e procedimento di iscrizione

Art. 3

 

 

Istituzione del registro

 

  1. E’ istituito  il  registro  degli  organismi  autorizzati  alla gestione della crisi da sovraindebitamento.
  2. Il registro e’ tenuto presso  il  Ministero  nell’ambito  delle risorse umane, finanziarie e strumentali  gia’  esistenti  presso  il Dipartimento per gli affari di giustizia  e  ne  e’  responsabile  il direttore generale della  giustizia  civile.  Il  direttore  generale della giustizia  civile  puo’  delegare  una  persona  con  qualifica dirigenziale o un magistrato ed avvalersi, al fine di  esercitare  la vigilanza, dell’ispettorato generale del Ministero. Il  Ministero  e’ altresi’ titolare del trattamento dei dati personali.
  3. Il registro e’ articolato in  modo  da  contenere  le  seguenti

annotazioni:

  1. a) sezione A:

1) organismi iscritti di diritto a norma dell’articolo 4, comma  2,

del presente regolamento;

2) elenco dei gestori della crisi;

  1. b) sezione B:

1) altri organismi;

2) elenco dei gestori della crisi.

  1. Il responsabile cura il continuo  aggiornamento  dei  dati  del registro e puo’ prevedere ulteriori integrazioni delle annotazioni in conformita’ alle previsioni del presente regolamento.
  2. La  gestione  del  registro   deve   avvenire   con   modalita’ informatiche  che  assicurino   la   possibilita’   di   una   rapida elaborazione  dei  dati  con  finalita’  statistica  e  ispettiva  o, comunque,  connessa  ai  compiti  di  tenuta  di  cui   al   presente regolamento.
  3. L’elenco  degli  organismi  e  dei  gestori  della  crisi  sono pubblici.

Art. 4

 

 

Requisiti per l’iscrizione nel registro

 

  1. Nel registro sono iscritti, a domanda, gli organismi costituiti dai  Comuni,  dalle  Provincie,  dalle  Citta’  metropolitane,  dalle Regioni e dalle istituzioni universitarie pubbliche.
  2. Gli organismi di conciliazione costituiti presso le  camere  di commercio,   industria,   artigianato   e   agricoltura   ai    sensi dell’articolo 2 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, il segretariato sociale costituito ai sensi dell’articolo 22, comma  4,  lettera  a), della legge 8 novembre 2000, n. 328 e gli ordini professionali  degli avvocati, dei commercialisti ed esperti contabili e  dei  notai  sono iscritti di diritto, su semplice domanda, anche quando associati  tra loro.
  3. Il responsabile, per l’iscrizione degli organismi di  cui  alla sezione B del registro, verifica:
  4. a) che l’organismo sia costituito quale articolazione  interna  di uno degli enti pubblici di cui al comma 1;
  5. b) l’esistenza di un referente dell’organismo cui sia garantito un adeguato grado di indipendenza;
  6. c) il rilascio di polizza assicurativa con massimale non inferiore a un  milione  di  euro  per  le  conseguenze  patrimoniali  comunque derivanti dallo svolgimento del servizio di gestione della crisi;
  7. d) il numero dei gestori della crisi, non inferiore a cinque,  che abbiano dichiarato  la  disponibilita’  a  svolgere  le  funzioni  di gestione della crisi in via esclusiva per l’organismo;
  8. e) la conformita’ del regolamento dell’organismo alle disposizioni del presente decreto;
  9. f) la sede dell’organismo.
  10. Il responsabile, per l’iscrizione degli organismi di  cui  alla sezione A del registro, verifica la sussistenza dei soli requisiti di cui al comma 3, lettere b), c) ed e).
  11. Il  responsabile  verifica  i   requisiti   di   qualificazione professionale dei gestori della crisi iscritti negli elenchi  di  cui alle sezioni A e B, che consistono:
  12. a) nel possesso di  laurea  magistrale,  o  di  titolo  di  studio equipollente, in materie economiche o giuridiche;
  13. b) nel possesso di una specifica formazione acquisita  tramite  la partecipazione  a  corsi  di  perfezionamento   istituiti   a   norma dell’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, di durata non  inferiore  a  duecento  ore  nell’ambito disciplinare della crisi dell’impresa e di sovraindebitamento,  anche del consumatore. I corsi di perfezionamento sono costituiti  con  gli insegnamenti concernenti  almeno  i  seguenti  settori  disciplinari: diritto civile e commerciale, diritto fallimentare e  dell’esecuzione civile, economia aziendale, diritto tributario  e    La specifica  formazione  di  cui  alla  presente  lettera  puo’  essere acquisita  anche  mediante  la  partecipazione  ad   analoghi   corsi organizzati dai soggetti indicati  al  comma  2  in  convenzione  con universita’ pubbliche o private;
  14. c) nello  svolgimento  presso  uno  o  piu’  organismi,   curatori fallimentari, commissari giudiziali, professionisti  indipendenti  ai sensi del  regio  decreto  16  marzo  1942,    267,  professionisti delegati per le  operazioni  di  vendita  nelle  procedure  esecutive immobiliari ovvero nominati per svolgere  i  compiti  e  le  funzioni dell’organismo o del  liquidatore  a  norma  dell’articolo  15  della legge, di un periodo di  tirocinio,  anche  in  concomitanza  con  la partecipazione ai corsi  di  cui  alla  lettera  b),  di  durata  non inferiore  a  mesi  sei  che  abbia  consentito   l’acquisizione   di competenze mediante la partecipazione alle fasi  di  elaborazione  ed attestazione di accordi e piani omologati di composizione della crisi da sovraindebitamento, di accordi omologati di  ristrutturazione  dei debiti, di piani di concordato preventivo e di proposte di concordato fallimentare omologati, di verifica dei crediti e di accertamento del passivo, di amministrazione e di liquidazione dei beni;
  15. d) nell’acquisizione di uno specifico aggiornamento  biennale,  di durata  complessiva  non  inferiore  a  quaranta   ore,   nell’ambito disciplinare della crisi dell’impresa e di sovraindebitamento,  anche del consumatore, acquisito presso uno degli ordini  professionali  di cui al comma 2 ovvero presso un’universita’ pubblica o privata.
  16. Per i professionisti appartenenti agli ordini professionali  di cui al comma 2 la durata dei corsi di cui al comma 5, lettera b),  e’ di quaranta ore. Gli ordinamenti  professionali  possono  individuare specifici casi di esenzione dall’applicazione delle  disposizioni  di cui al comma 5,  lettere  b)  e  d),  ovvero  fissare  i  criteri  di equipollenza tra i corsi di formazione e di aggiornamento biennale di cui al presente articolo e i corsi di  formazione  professionale.  Ai medesimi professionisti non si applicano le disposizioni  di  cui  al comma 5, lettera c).
  17. Agli elenchi dei gestori della crisi degli organismi di cui alla sezione A  possono  essere  iscritti  anche  soggetti  diversi   dai professionisti, purche’ muniti  dei  requisiti  di  cui  al  presente articolo.
  18. Il responsabile verifica altresi’  il  possesso  da  parte  dei gestori della crisi iscritti negli elenchi di cui alle sezioni A e  B dei seguenti requisiti di onorabilita’:
  19. a) non versare  in  una  delle  condizioni  di  ineleggibilita’  o decadenza previste dall’articolo 2382 del codice civile;
  20. b) non essere stati sottoposti a misure  di  prevenzione  disposte dall’autorita’  giudiziaria  ai  sensi  del  decreto  legislativo   6 settembre 2011, n. 159;
  21. c) non essere stati condannati con sentenza passata in  giudicato, salvi gli effetti della riabilitazione:

1) a pena detentiva per uno dei  reati  previsti  dalle  norme  che disciplinano   l’attivita’    bancaria,    finanziaria,    mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di mercati e valori  mobiliari, di strumenti di pagamento;

2) alla reclusione per uno dei delitti previsti nel titolo  XI  del libro V del codice civile, nel regio decreto 16 marzo 1942,  n.  267, nonche’ dall’articolo 16 della legge;

3) alla reclusione per un tempo non inferiore  a  un  anno  per  un delitto contro la pubblica amministrazione, contro la fede  pubblica, contro il patrimonio, contro  l’ordine  pubblico,  contro  l’economia pubblica ovvero per un delitto in materia tributaria;

4) alla reclusione per  un  tempo  superiore  a  due  anni  per  un qualunque delitto non colposo;

  1. d) non  avere  riportato  una  sanzione   disciplinare   diversa dall’avvertimento.
  2. La documentazione comprovante il possesso dei requisiti di  cui al presente articolo, salvo quelli di cui al comma 3, lettera c) e al comma 5, lettera c), e’ presentata ai sensi degli articoli  46  e  47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000,  n. 445. Il possesso del requisito di cui al  comma  3,  lettera  c),  e’ dimostrato mediante la produzione di copia della polizza assicurativa mentre quello del requisito  di  cui  al  comma  5,  lettera  c),  e’ comprovato con la produzione dell’attestazione di compiuto  tirocinio sottoscritta dall’organismo o dal professionista presso il  quale  e’ stato svolto.

Art. 5

 

 

Procedimento

 

  1. Il responsabile del registro approva il modello  della  domanda per l’iscrizione, con l’indicazione degli atti e dei documenti idonei a comprovare il possesso dei requisiti di cui all’articolo 4  di  cui la domanda deve essere corredata. Il modello approvato e’  pubblicato sul sito internet del Ministero.
  2. La domanda e’ sottoscritta e trasmessa unitamente agli allegati. La sottoscrizione puo’ essere apposta anche mediante firma digitale e la trasmissione puo’ aver luogo  anche  a  mezzo  posta  elettronica certificata.
  3. Il procedimento di iscrizione deve essere concluso entro trenta giorni a decorrere  dalla  data  di  ricevimento  della  domanda.  La richiesta di integrazione  della  domanda  o  dei  suoi  allegati  e’ ammessa per una sola volta e sospende  il  predetto  termine  per  un periodo non superiore  a  trenta  giorni.  La  mancata  adozione  del provvedimento di iscrizione nei termini  di  cui  al  presente  comma equivale al diniego di iscrizione.

Art. 6

 

 

Effetti dell’iscrizione

 

  1. Il provvedimento di iscrizione e’ comunicato al richiedente con il numero d’ordine attribuito nel registro.
  2. Dalla data della comunicazione  di  cui  al  comma  precedente, l’organismo  e’  tenuto   a   fare   menzione   negli   atti,   nella corrispondenza e nelle forme di  pubblicita’  consentite  del  numero d’ordine nonche’ della denominazione dell’ente  pubblico  che  lo  ha costituito.
  3. A far data dall’iscrizione ed entro il 31 dicembre di ogni anno l’organismo pubblica  sul  proprio  sito  internet  il  numero  degli incarichi conferiti dal referente a ciascun gestore della crisi.

Art. 7

 

 

Obblighi di comunicazione al responsabile

 

  1. Il  referente  e’  obbligato  a  comunicare  immediatamente  al responsabile, anche a mezzo posta elettronica certificata,  tutte  le vicende modificative dei requisiti dell’organismo iscritto, dei  dati e degli elenchi comunicati ai fini dell’iscrizione, nonche’ le misure di sospensione e di decadenza dei gestori dall’attivita’  adottate  a norma dell’articolo 10, comma 5.
  2. L’autorita’   giudiziaria   provvede   alla   segnalazione   al responsabile di  tutti  i  fatti  e  le  notizie  rilevanti  ai  fini dell’esercizio dei poteri previsti nel presente regolamento.

Art. 8

 

 

Sospensione e cancellazione dal registro

 

  1. Se, dopo l’iscrizione, l’organismo perde  i  requisiti  di  cui all’articolo 4, commi 3 e 4, il responsabile  provvede  a  sospendere l’organismo dal registro per  un  periodo  non  superiore  a  novanta giorni, decorso il quale,  persistendo  la  mancanza  dei  requisiti, provvede alla cancellazione.
  2. Quando  risulta  che  i  requisiti  di  cui  al  comma  1   non sussistevano al momento dell’iscrizione il  responsabile  provvede  a norma del comma 1 ovvero, nei casi  piu’  gravi,  alla  cancellazione dell’organismo dal registro.
  3. E’ disposta la cancellazione degli organismi  che  non  abbiano svolto almeno tre procedimenti di gestione della crisi nel  corso  di un biennio.
  4. L’organismo cancellato dal registro non puo’ essere  nuovamente iscritto prima che sia decorso un biennio dalla cancellazione.
  5. Ai fini del presente articolo, il responsabile  puo’  acquisire informazioni dagli organismi, anche nei modi e nei tempi stabiliti da circolari o atti amministrativi equipollenti.

Sezione II

Obblighi dell’organismo e del gestore della crisi

Art. 9

 

 

Registro degli affari di gestione della crisi

 

  1. Ciascun organismo e’ tenuto a istituire un elenco  dei  gestori della  crisi  e  un  registro  informatico  degli  affari,   con   le annotazioni  relative  al  numero  d’ordine  progressivo,   ai   dati identificativi  del  debitore,  al  gestore  della  crisi  designato, all’esito del procedimento.
  2. Ulteriori registri o annotazioni possono essere  stabiliti  con determinazione del responsabile.
  3. L’organismo e’ tenuto a trattare i dati raccolti  nel  rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 30 giugno  2003,  n.  196, recante «Codice in materia di protezione dei dati personali».

Art. 10

 

 

Obblighi dell’organismo

 

  1. Salvo quanto disposto dall’articolo 4,  comma  3,  lettera  c), l’organismo non puo’ assumere diritti e  obblighi  connessi  con  gli affari trattati dai gestori della crisi che operano presso di  se’  o presso altri organismi iscritti nel registro.
  2. Il referente distribuisce equamente gli incarichi tra i gestori della crisi, tenuto conto in ogni caso della natura e dell’importanza

dell’affare, e prima di conferire ciascun  incarico  sottoscrive  una dichiarazione dalla quale risulta che l’organismo  non  si  trova  in conflitto d’interessi con la procedura. La dichiarazione e’ portata a conoscenza del tribunale contestualmente al deposito  della  proposta di accordo o  di  piano  del  consumatore  ovvero  della  domanda  di liquidazione.

  1. Al momento  del  conferimento  dell’incarico  l’organismo  deve comunicare al debitore il grado di complessita’ dell’opera,  fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri  ipotizzabili  fino  alla conclusione dell’incarico e  deve  altresi’  indicare  i  dati  della

polizza assicurativa di cui all’articolo 4, comma 3, lettera  c).  La misura del compenso e’ previamente  resa  nota  al  debitore  con  un preventivo, indicando per le  singole  attivita’  tutte  le  voci  di costo, comprensive di spese, oneri e contributi.

  1. L’organismo e’ obbligato a portare a conoscenza  dei  creditori l’accordo  concluso  con  il  debitore  per  la  determinazione   del compenso.
  2. L’organismo  e’  tenuto   ad   adottare   un   regolamento   di autodisciplina. Il regolamento deve in ogni caso individuare, secondo criteri di  proporzionalita’,  i  casi  di  decadenza  e  sospensione dall’attivita’ dei gestori che  sono  privi  dei  requisiti  o  hanno violato gli obblighi previsti dal presente decreto e derivanti  dagli incarichi ricevuti nonche’  la  procedura  per  l’applicazione  delle relative  sanzioni,  e  determinare   i   criteri   di   sostituzione nell’incarico.
  3. Nel caso di violazione degli obblighi  dell’organismo  previsti dal presente decreto il responsabile dispone la  sospensione  e,  nei casi piu’ gravi, la cancellazione dell’organismo dal  registro.  Allo stesso modo si procede quando l’organismo ha omesso  di  adottare  le misure di sospensione e decadenza nei casi di cui al comma 5.

Art. 11

 

 

Obblighi del gestore della crisi e dei suoi ausiliari

 

  1. Chiunque  presti  la  propria  opera  o  il  proprio   servizio nell’organismo e’ tenuto all’obbligo di riservatezza su tutto  quanto appreso in ragione dell’opera o del servizio ed al rispetto di  tutti gli  obblighi  derivanti  dal   rapporto   di   lavoro   subordinato, parasubordinato   o   autonomo   instaurato   con   l’organismo    di appartenenza.
  2. Al gestore della crisi e ai suoi ausiliari e’ fatto divieto  di assumere diritti o obblighi connessi, direttamente o  indirettamente, con gli affari trattati, ad eccezione di quelli strettamente inerenti alla prestazione dell’opera o del  servizio.  Agli  stessi  e’  fatto divieto  di  percepire,  in  qualunque  forma,  compensi  o  utilita’ direttamente dal debitore.
  3. Al gestore della crisi e’ fatto, altresi’, obbligo di:
  4. a) sottoscrivere per ciascun affare per il quale e’ designato  una dichiarazione di indipendenza. Il gestore della crisi e’ indipendente quando non e’ legato al debitore  e  a  coloro  che  hanno  interesse all’operazione di composizione  o  di  liquidazione  da  rapporti  di natura   personale   o   professionale   tali    da    comprometterne l’indipendenza; in ogni caso, il gestore della crisi deve  essere  in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 2399 del codice  civile e non deve, neanche per il tramite di soggetti con i quali  e’  unito in associazione professionale, avere  prestato  negli  ultimi  cinque anni attivita’  di  lavoro  subordinato  o  autonomo  in  favore  del debitore ovvero partecipato  agli  organi  di  amministrazione  o  di controllo;
  5. b) corrispondere immediatamente a ogni richiesta del  responsabile in relazione alle previsioni contenute nel presente regolamento.
  6. Il gestore della crisi, prima  di  dare  inizio  alla  gestione dell’affare, sottoscrive la dichiarazione di cui al comma 3,  lettera a), e la rende nota al tribunale a norma dell’articolo 10, comma 2.

Art. 12

 

 

Responsabilita’ del servizio di gestione della crisi

 

  1. Il gestore della crisi designato deve eseguire personalmente la sua prestazione.

Art. 13

 

 

Monitoraggio e certificazione di qualita’

 

  1. Il Ministero procede annualmente, congiuntamente  al  Ministero dello sviluppo economico per i  procedimenti  di  composizione  della crisi  da  sovraindebitamento  del   consumatore,   al   monitoraggio statistico  dei  procedimenti  di   composizione   della   crisi   da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio svolti presso gli organismi, anche sulla base dei dati trasmessi a norma del  comma  2.

Il Ministero, per il tramite della Direzione generale di  statistica, provvede al monitoraggio statistico di cui al periodo precedente  nei modi e  nei  tempi  stabiliti  da  circolari  o  atti  amministrativi equipollenti e con l’ausilio dell’Istituto nazionale di statistica.

  1. Entro il mese di dicembre di  ogni  anno,  gli  organismi  sono tenuti a trasmettere al responsabile i dati:
  2. a) sul numero e la durata dei procedimenti di cui al capo II della legge;
  3. b) sul numero dei provvedimenti di  diniego  di  omologazione,  di risoluzione, revoca e cessazione degli effetti degli  accordi  e  dei piani omologati, nonche’ sul  numero  dei  casi  di  conversione  dei procedimenti di composizione della  crisi  da  sovraindebitamento  in quelli di liquidazione del patrimonio;
  4. c) sull’ammontare dei debiti risultanti dagli accordi e dai  piani omologati nonche’ accertati in sede di liquidazione;
  5. d) sulla  percentuale  di  soddisfazione  dei  creditori  rispetto all’ammontare  del  passivo  verificato  risultante   all’esito   dei procedimenti di cui al capo II della legge, con indicazione specifica della percentuale di soddisfazione dei chirografari;
  6. e) sul numero dei provvedimenti di accoglimento e di rigetto delle istanze di esdebitazione;
  7. f) sull’ammontare delle spese di procedura.
  8. Il responsabile, a domanda e sulla base dei dati di cui al comma 2, rilascia una certificazione di qualita’ all’organismo richiedente, nei modi e nei tempi stabiliti da circolari  o  atti  amministrativi equipollenti. Ai fini del periodo  precedente  il  responsabile  puo’ acquisire  ulteriori  informazioni  dagli  organismi  richiedenti   e avvalersi della collaborazione  di  un  professore  universitario  in materie  giuridiche,  di  un  professore  universitario  in   materie economiche e di un magistrato con funzioni  di  giudice  delegato  ai fallimenti,  designati  dal  Capo  Dipartimento  per  gli  affari  di giustizia per un periodo non superiore a tre anni;  ai  collaboratori designati non spettano  compensi,  ne’  rimborsi  spese  a  qualsiasi titolo dovuti.
  9. La certificazione di qualita’ rilasciata  dal  responsabile  e’ pubblicata  sui  siti  internet  del   Ministero   e   dell’organismo richiedente.
  10. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico  della  finanza  pubblica.

Alle  attivita’ previste  dal  presente  articolo  le   amministrazioni   interessate provvedono  con  le  risorse   umane,   strumentali   e   finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Capo III

Sezione I

Disposizioni generali

Art. 14

 

 

Ambito di applicazione e regole generali

 

  1. La determinazione dei compensi e dei rimborsi  spese  spettanti all’organismo ha luogo, in difetto di accordo con il debitore che  lo ha incaricato, secondo le disposizioni  del  presente  capo.  Per  la determinazione dei  compensi  dell’organismo  nominato  dal  giudice, nonche’ del professionista o della societa’ tra professionisti muniti dei requisiti di cui all’articolo 28 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero del notaio, nominati per  svolgere  le  funzioni  e  i compiti attribuiti agli organismi, si applicano le  disposizioni  del presente capo.
  2. I compensi comprendono l’intero corrispettivo per la prestazione svolta, incluse le attivita’ accessorie alla stessa.
  3. All’organismo  spetta  un  rimborso  forfettario  delle   spese generali in una misura compresa tra il 10 e il 15%  sull’importo  del compenso determinato a norma delle disposizioni  del  presente  capo, nonche’  il  rimborso  delle   spese   effettivamente   sostenute   e documentate. I costi degli ausiliari incaricati sono  ricompresi  tra le spese.
  4. Le soglie numeriche indicate, anche a mezzo di percentuale, sia nei minimi che nei massimi, per la  liquidazione  del  compenso,  nel presente capo, non sono vincolanti per la liquidazione medesima.

Art. 15

 

 

Criteri per la determinazione del compenso

 

  1. Per la determinazione del compenso si  tiene  conto  dell’opera prestata, dei risultati ottenuti, del ricorso all’opera di ausiliari, della sollecitudine  con  cui  sono  stati  svolti  i  compiti  e  le funzioni, della complessita’ delle questioni affrontate,  del  numero dei creditori e della misura di soddisfazione agli stessi  assicurata con l’esecuzione dell’accordo o del piano del  consumatore  omologato ovvero con la liquidazione.
  2. Sono ammessi acconti sul compenso finale.

Sezione II

Determinazione dei compensi nelle procedure di composizione della crisi

Art. 16

 

 

Parametri

 

  1. Nelle   procedure   di    composizione    della    crisi    da sovraindebitamento di cui al capo II, sezione prima, della  legge  in cui sono  previste  forme  di  liquidazione  dei  beni,  il  compenso dell’organismo,   anche   per   l’opera   prestata    successivamente all’omologazione, e’ determinato, di regola, sulla base dei  seguenti parametri:
  2. a) secondo una percentuale sull’ammontare  dell’attivo  realizzato compresa tra quelle di cui all’articolo 1, comma 1, del  decreto  del Ministro  della  giustizia  25  gennaio  2012,    30  e  successivi adeguamenti;
  3. b) secondo una percentuale sull’ammontare del  passivo  risultante dall’accordo o dal  piano  del  consumatore  omologato  compresa  tra quelle di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto del Ministro della giustizia di cui alla lettera a).
  4. Nelle   procedure   di    composizione    della    crisi    da sovraindebitamento di cui al capo  II,  sezione  prima,  della  legge diverse da  quelle  di  cui  al  comma  1,  spetta  all’organismo  un compenso,    anche    per    l’opera     prestata     successivamente all’omologazione, determinato con le medesime percentuali di  cui  al predetto comma, sull’ammontare dell’attivo e del  passivo  risultanti dall’accordo o dal piano del consumatore omologati.
  5. Nell’ipotesi di gruppo di imprese, non costituiscono attivo ne’ passivo  gli  importi  risultanti   da   finanziamenti   e   garanzie infragruppo o dal ribaltamento, attraverso insinuazioni, ripartizioni o compensazioni, di attivo e passivo da parte di altra  societa’  del gruppo.
  6. I compensi determinati a norma dei commi 1, 2 e 3 sono  ridotti in una misura compresa tra il 15% e il 40%.
  7. L’ammontare complessivo dei compensi e delle spese generali non puo’ comunque essere superiore al 5%  dell’ammontare  complessivo  di quanto e’ attribuito ai creditori per le procedure aventi un  passivo superiore a 1.000.000 di euro, e al 10% sul medesimo ammontare per le procedure con passivo inferiore. Le disposizioni di  cui  al  periodo precedente non si applicano quando l’ammontare complessivo di  quanto e’ attribuito ai creditori e’ inferiore ad euro 20.000.

Art. 17

 

 

Unicita’ del compenso

 

  1. Quando nello stesso incarico si sono succeduti piu’  organismi, il compenso unico e’ determinato secondo le disposizioni del presente capo ed e’ ripartito secondo criteri di proporzionalita’.
  2. Nel caso in cui  per  l’esecuzione  del  piano  o  dell’accordo omologato  sia  nominato  un  liquidatore  o  un   gestore   per   la liquidazione, la determinazione del compenso ha  luogo  a  norma  del comma 1.

Sezione III

Determinazioni dei compensi nella procedura di liquidazione del patrimonio

Art. 18

 

 

Parametri

 

  1. Nelle procedure di liquidazione di  cui  al  capo  II,  sezione seconda, della legge, il  compenso  del  liquidatore  e’  determinato sull’ammontare  dell’attivo  realizzato  dalla  liquidazione  e   del passivo accertato. Si applica l’articolo 16.
  2. Quando nello stesso incarico si sono succeduti piu’  liquidatori ovvero nel caso di conversione della procedura di composizione  della crisi in quella di liquidazione, il  compenso  unico  e’  determinato secondo le disposizioni del presente capo  ed  e’  ripartito  secondo criteri di proporzionalita’.

Capo IV

Disciplina transitoria ed entrata in vigore

Art. 19

 

 

Disciplina transitoria

 

  1. Per i tre anni successivi all’entrata in  vigore  del  presente decreto, i professionisti appartenenti agli ordini  professionali  di cui all’articolo 4, comma 2, sono  esentati  dall’applicazione  delle disposizioni di cui all’articolo 4, commi 5, lettera d), e  6,  primo periodo, purche’ documentino di  essere  stati  nominati,  in  almeno quattro  procedure,  curatori  fallimentari,  commissari  giudiziali, delegati  alle  operazioni  di  vendita  nelle  procedure   esecutive immobiliari  ovvero  per   svolgere   i   compiti   e   le   funzioni dell’organismo o del  liquidatore  a  norma  dell’articolo  15  della legge.

Ai fini del periodo precedente le nomine relative a differenti tipologie di  procedure  sono  cumulabili  e  rilevano  anche  quelle precedenti all’entrata in vigore del presente decreto.

Art. 20

 

 

Entrata in vigore

 

  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno  successivo  alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addi’ 24 settembre 2014

 

Il Ministro della giustizia

Orlando

 

 

Il Ministro

dello sviluppo economico

Guidi

 

 

Il Ministro dell’economia

e delle finanze

Padoan

 

 

 

Visto, il Guardasigilli: Orlando

 

 

Registrato alla Corte dei conti il 20 gennaio 2015

Ufficio controllo atti Ministeri giustizia e affari esteri, reg.ne  –

prev. n. 151